Rinnovabili in Italia, l’energia pulita accende tre lampadine su 10

141317516-cbcc5a22-c1cb-4c79-9536-181e9385479eE’ in atto una una rivoluzione delle abitudini quotidiane che si accompagna a un cambiamento strutturale del modello energetico.

Un italiano su 100 ha scelto di avere in casa una fonte di energia rinnovabile. E l’insieme dell’elettricità pulita accende 3 lampadine su 10. Nonostante tre anni di stop and go normativo, di totale assenza di programmazione, di continui aggravi dei pesi burocratici, le rinnovabili continuano a guadagnare terreno. Eppure l’equilibrio del settore resta più che mai incerto, con le centrali che utilizzano i combustibili fossili in pressing per difendere i loro spazi minacciati dall’avanzata di sole, vento, geotermia, biomasse, acqua.

“Siamo a un passaggio decisivo, e dobbiamo reagire con forza a un attacco portato alle fonti rinnovabili da parte di chi vorrebbe fermarle per tenere in vita inquinanti centrali a carbone e a olio combustibile che beneficiano di miliardi di euro presi in bolletta o dalla fiscalità generale”, si legge nel manifesto di convocazione della manifestazione indetta da Legambiente, Wwf, Greenpeace, Kyoto Club per domani a Roma, ai Fori Imperiali. “Noi ci battiamo perché sia data a tutti la possibilità di trarre vantaggi da un sistema energetico che premi chi risparmia energia, chi la autoproduce da impianti puliti, chi investe nella gestione delle reti energetiche e nell’accumulo”.

E’ una rivoluzione delle abitudini quotidiane che si accompagna a un cambiamento strutturale del modello energetico. Da una parte il sistema delle smart grid e delle smart city impone una logica decentrata, con un’accelerazione tecnologica basata sull’aumento della domotica, dei meccanismi di accumulo per utilizzare al meglio le fonti rinnovabili intermittenti, dei sofware per migliorare le prestazioni della rete, del consumo sul posto. Dall’altra i benefici economici derivanti dalla produzione di energia si ridistribuiscono. In Germania ad esempio le 4 maggiori utility (E. ON, RWE, EnBW, Vattenfall Europe) a fine 2011 possedevano solo il 10% della potenza rinnovabile installata nel paese, mentre singoli individui avevano il 40%, gli agricoltori l’11% e il resto era distribuito tra piccole società e compagnie finanziarie. “Se non si reinventano, i giganti dell’energia rischiano di diventare dei dinosauri”, nota l’agenzia Reuters.

Anche un recente studio di Citygroup, una delle maggiori società di servizi finanziari, parla di “darwinismo energetico” descrivendo una profonda mutazione che mette in crisi il modello centralizzato basato sulle grandi centrali a combustibili fossili o nucleari. Un fenomeno che anche in Italia ha avuto ripercussioni con l’abbattimento del costo dell’elettricità durante il picco diurno grazie all’aumento dell’offerta di fotovoltaico proprio in quella fascia.

Fonte. La Repubblica

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